TL;DR: a mesi di distanza dalla chiusura dei Giochi, i dati confermano che l'effetto Olimpiadi sul mercato immobiliare milanese va letto su due piani diversi: un picco temporaneo sugli affitti brevi, già in fase di ridimensionamento, e una tendenza più strutturale dei prezzi di vendita nel centro, che era comunque già in corso prima dei Giochi. Confonderli porta a sopravvalutare l'effetto Olimpiadi su un singolo immobile, quando a contare davvero sono via, palazzo e stato dell'immobile.
Per tutto il 2025 il racconto sui giornali è stato uniforme: le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026 avrebbero fatto salire prezzi e canoni del centro di Milano. Un anno dopo, con i Giochi conclusi da tempo, i dati permettono un bilancio più preciso, e più utile per chi possiede o vuole comprare un immobile in centro: cosa era davvero legato all'evento, e cosa invece è un trend che continuerà a muovere il mercato indipendentemente da esso.
Il centro storico: crescita in corso, non un'impennata isolata
Nella zona Duomo, il cuore del centro storico milanese, il prezzo medio richiesto a gennaio 2026 si attestava intorno agli 11.000 €/mq, in aumento del 2,9% rispetto ai 10.741 €/mq di dodici mesi prima (dati Immobiliare.it ripresi da Sky TG24). È una crescita reale, ma coerente con la traiettoria degli ultimi anni del centro storico più che un balzo isolato riconducibile ai Giochi: nelle zone limitrofe come Garibaldi, Moscova e Porta Nuova i prezzi nello stesso periodo restavano quasi fermi (9.869 €/mq, -0,4%), a conferma che l'effetto non è stato uniforme su tutta la città, ma concentrato dove il mercato era già più solido in partenza.
Sul segmento più alto, quello di cui si occupa Next Home, la lettura è simile: gli operatori del settore segnalano che le transazioni sopra i 10 milioni di euro non sono più un'eccezione a Milano, con diversi casi oltre i 20 milioni, concentrati soprattutto in Centro storico, Brera e Quadrilatero della Moda, dove l'offerta resta strutturalmente limitata (Idealista news). Anche qui, però, gli stessi osservatori sono chiari su un punto: l'interesse degli investitori non è legato soltanto all'evento sportivo, ma alla sua eredità infrastrutturale e alla visibilità internazionale della città nel medio periodo.
Affitti brevi: il vero picco, e perché non va scambiato per il nuovo normale
Dove l'effetto Olimpiadi è stato innegabile, e più forte del previsto, è sugli affitti brevi durante il periodo dei Giochi. A gennaio 2026 i canoni settimanali nel Centro storico erano stimati intorno a 2.800 euro (+65%), con rialzi ancora più marcati a Porta Nuova (+83%), CityLife (+73%) e Porta Romana (+63%); nelle zone più a ridosso dei poli olimpici, come Assago, Santa Giulia e San Siro, gli aumenti stimati arrivavano tra +102% e +144%, con un picco fino a +153% ad Assago nei giorni delle gare (dati ripresi da MilanoFinanza).
Sono numeri importanti, ma vanno letti per quello che erano: valori di picco legati a un evento con una finestra temporale precisa, destinati a normalizzarsi nei mesi successivi. Un dato lo conferma già in controtendenza: nello stesso periodo, i canoni di affitto tradizionale (non breve) nel centro città risultavano in leggera flessione, intorno a 30,80 €/mq al mese (-0,6% su base annua) secondo Sky TG24. In altre parole, mentre gli affitti brevi vivevano un picco stagionale legatissimo ai Giochi, il mercato della locazione ordinaria nel centro non mostrava lo stesso slancio: un segnale utile per chi valuta di mettere a reddito un immobile in centro e vuole distinguere un rendimento reale da un fenomeno stagionale.
Dove si è vista la crescita più marcata (e non è il centro storico)
Il dato forse più interessante, perché meno raccontato, è che i rialzi percentuali più alti non sono arrivati nel centro storico, già ai valori più elevati della città e quindi con meno margine di crescita relativa, ma nelle zone toccate dalle infrastrutture olimpiche e dalla rigenerazione urbana collegata ai Giochi: il quadrante a Sud, tra Rogoredo, Santa Giulia e l'area della nuova arena, oltre a zone come Ponte Lambro (+7% su base annua secondo gli stessi dati Sky TG24). È un promemoria utile: l'eredità delle Olimpiadi, quando è reale, si vede più nella trasformazione urbana di aree specifiche che in un rialzo generalizzato del centro, che restava comunque il segmento più caro e riconoscibile della città anche prima dei Giochi.
Cosa significa, in pratica, per chi possiede o vuole comprare in centro
Per chi ha un immobile a Milano Centro, la sintesi onesta è questa: il valore del centro continua a essere sostenuto da fattori strutturali, domanda internazionale, offerta scarsa, centralità, reputazione della città, più che da un effetto Olimpiadi isolato e destinato a esaurirsi. I picchi sugli affitti brevi durante i Giochi sono stati reali ma temporanei, e non vanno usati come riferimento per stimare una rendita ordinaria. Nessuno di questi dati, va detto con chiarezza, garantisce una rivalutazione sul singolo immobile: contano via, palazzo, stato di conservazione e strategia di vendita o di affitto, gli stessi fattori che determinano il valore reale di ogni immobile in centro indipendentemente dal ciclo di mercato del momento.
Se possiedi un immobile a Milano Centro e vuoi capire quanto di questi dati riguarda davvero il tuo caso, e non solo la media di zona, puoi richiedere una valutazione: è il modo più concreto per leggere il valore reale del tuo immobile oggi, a mesi di distanza dai Giochi.
ConclusioneL'eredità delle Olimpiadi sul mercato di Milano Centro non è né il boom raccontato prima dei Giochi né un fenomeno già esaurito: è una crescita strutturale del centro che era già in corso, più un picco temporaneo sugli affitti brevi in fase di rientro. Distinguere i due piani è ciò che permette di leggere con onestà cosa conviene aspettarsi, senza promesse di rivalutazione che nessun dato di mercato può garantire sul singolo immobile.
